Home

Secondo le ricerche condotte dallo storico Hao Tang (1897-1959) negli anni Trenta del secolo scorso, il Taiji Quan avrebbe le sue origini nel villaggio di Chenjiagou, nella provincia cinese dello Henan. Secondo questa teoria, dobbiamo risalire al XIV secolo, periodo in cui Chen Bu, un contadino della provincia dello Shanxi, riconosciuto come il primo antenato della famiglia Chen, partì per la provincia dello Henan in cerca di nuove terre. Si deve attendere il secolo XVII, nella persona del vecchio generale Chen Wanting (1600-1680), per la genesi dell’arte marziale che alla fine sarà conosciuta con il nome di Taiji Quan. Sotto la dinastia Ming (1368-1644) le arti marziali cinesi, o Zhong Guo Wu Shu, registrarono un inatteso incremento, e molti stili oggi praticati ebbero origine in quella che senza dubbio potremmo chiamare “l’età d’oro delle arti marziali cinesi”.


GENEALOGIA DELLA FAMIGLIA CHEN

1ª generazione
Chen Bu
Contadino nato Hongtongxian, nella provincia dello Shanxi, si trasferisce nel settimo anno del regno di Hong Wu (1368-1398) in Changyang, un piccolo villaggio nel Wenxian (distretto di Wen), nella provincia di Henan, in seguito conosciuto con il nome di Chenjiagou (villaggio della famiglia Chen).
Anche se la formazione di milizie contadine, finalizzate alla lotta contro il banditismo, era relativamente comune in questo periodo, non si può far risalire a Chen Bu la nascita del Taiji Quan; si deve rilevare, tuttavia, che probabilmente possedeva una qualche conoscenza di arti marziali. È nota, infatti, l’esistenza di un’arte marziale locale, del distretto di origine di Chen Bu, l’Hongdong (Grotta Rossa), nota come Hongdong Tong Bei Quan; non vi è tuttavia la prova che questo sia lo stile praticato dal capostipite della famiglia.

9ª generazione
Chen Wanting (1600-1680)
Secondo dei quattro figli di Chen Fumin, un funzionario locale, Chen Qi Wanting, talvolta chiamato Chen Zouting, militare di carriera, nativo di Chenjiagou, serve sotto le armi alla fine della dinastia Ming (1368-1644), in particolare nella provincia dello Shandong, dove reprime con successo il banditismo e le ribellioni. Nel 1641 ottiene la carica di comandante della milizia della contea di Wen (Wenxian). Chen Wanting è spesso raffigurato con il suo luogotenente Jiang Fa, a cui alcuni autori attribuiscono l’origine del Taiji Quan. Nel 1644, dopo la caduta dei Ming, Chen Wanting trascorre i suoi ultimi giorni nello sviluppo, nella pratica e nell’insegnamento del Taiji Quan. Secondo gli Annali della famiglia Chen (Chenshi Jia Pu), fu apparentemente il primo a introdurre la pratica del pugilato in seno alla famiglia, l’uso della lancia, della spada e dell’alabarda. Con l’avvento della dinastia Qing (1644-1911) di origine Manciù, l’ormai vecchio generale si ritira nel villaggio dei suoi antenati Chenjiagou. Chen Wanting dedica il suo tempo libero alla pratica e all’insegnamento delle arti marziali. Gli è attribuito un breve trattato, chiamato Zong Quan Jing Ge, “La canzone dei ricordi”. Di seguito, ne riportiamo un breve paragrafo: «In passato ho potuto sollevare le mie braccia e carichi pesanti, al fine di sedare la ribellione, ho affrontato pericoli, conosciuti fallimenti e ancora l’Imperatore mi ha dato la sua grazia. In questo mi sento vecchio e stanco. Il mio ultimo compagno è il libro di medicina dell’Imperatore Giallo. Nei momenti di tristezza, mi esercito nel pugilato. Durante il periodo di lavoro nel mio tempo libero insegno ad alcuni discepoli l’arte di trasformarsi in tigri e in draghi non meno di agire correttamente». La delusione, dopo la caduta dei Ming, sembra essere presente nelle parole del vecchio generale: ma è forse questa delusione a stimolarlo nella concezione e nella trasmissione di un’arte che marcò la sua esistenza e lo avrebbe reso famoso presso i posteri. A quel tempo, il Jing Quan (il pugilato classico), insegnato nel libro del generale Qi Jiguang, era materia di studio per vertici militari. In questo lavoro sono stati descritte le 32 tecniche e i 16 stili di Wu Shu più popolari del tempo. Ispirato dal lavoro di Qi Jiguang, Chen Wanting inizia la codifica di un’arte marziale dalle caratteristiche uniche. Mette in pratica alcuni principi: Wu Wei di inerzia e azione, Yin e Yang, Xu Shi (pieno e vuoto), Kai He (apertura e chiusura), Gang Rou (duro e cedevole), Han Fei Xiong Ba ( rilassare il petto e aprire la schiena), Chui Chen Jian Zhou (spalle e gomiti rilassati verso il basso), Ding Ling Xu Jing (rilassare il collo e la forza di concentrarsi sulla corona), dirigere il qi nel Dantien. Così come l’uso di Tan Jing, la forza “elastica” e l’alternanza tra la forza rilassata, o Chansijing, e esplosiva, o Fajing.
Questi concetti, anche se non costituiscono singolarmente una novità rispetto ad altri stili del epoca, sono il suo approccio in termini di forma e ritmo: o movimenti senza interruzioni sono messi in relazione con un’alternanza di veloce e lento nell’esecuzione degli stessi, e l’enfasi sul rilassamento, in contrasto con l’uso della forza bruta, costituisce un rivoluzionario sistema di pugilato, il Taiji Quan. Nella sua creazione è evidente l’influenza della filosofia taoista, dalla quale mutua alcuni concetti, influenza che peraltro era già evidente in altre discipline, come la medicina tradizionale o l’architettura.
Il suo insegnamento viene trasmesso di generazione in generazione, rimanendo confinato all’interno della famiglia Chen fino all’inizio del XVIII secolo. Secondo lo storico Hao Tang, la pratica originale di Chen Wanting è stata strutturata in sette forme di mano:

• Toutao Chenshi Quan (prima sequenza di boxe), conosciuto anche come 13 posizioni, con 57 movimenti;
• Erta Quan (seconda sequenza di boxe), con 27 movimenti;
• Dasitao Chui (grande sequenza in quattro parti che colpiscono);
• Hong Quan (manico rosso) o Xiao Tao Chui (piccola sequenza in quattro parti che colpiscono), con 23 movimenti;
• Wuta Quan (quinta sequenza di boxe), con 29 movimenti;
• Paochui (pugno cannone);
• Chang Quan (boxe lunga), chiamato anche Yibailingba Shi (cento e otto posizioni).

10ª generazione
Chen Ruxin
La genealogia di Chen Ruxin, discepolo diretto di Chen Wanting, è particolarmente significativa, soprattutto nella persona di Chen Chanxing, maestro a cui dobbiamo l’attuale configurazione della pratica del Dajia (grande intelaiatura) di Taiji Quan stile Chen. Inoltre, come vedremo in seguito, Chen Chanxing fu il primo a diffondere l’arte al di fuori della famiglia.

Chen Suole
Anch’egli discepolo diretto di Chen Wanting, ebbe due figli, Chen Shenru e Chen Xunru, noti per il loro coraggio, tanto che erano conosciuti con i soprannomi di “grande guerriero del cielo” (Datia Shen) e “secondo guerriero del cielo” (Shen Erti). In assenza di loro padre, su richiesta di un ricco mercante, Wang Jun Bo, difesero, appena adolescenti, la località Beipingao da un gruppo di banditi. L’evento fece scalpore nella contea di Wen. Per commemorare questa gesta, si tiene annualmente a Chenjiagou una sagra spettacolo, “I due coraggiosi mettono in fuga i banditi” (Shuang Yin Po Zei).

11ª generazione
Chen Shenru, Chen Xunru, Chen Zhengru, Chen Gaoyin
Chen Jingbai
Soprannominato “Shankao” (spalla eccellente), Chen Jingbai ha sviluppato il suo lavoro come una scorta di attività durante il periodo Jiaqing (1796-1821) nella provincia di Shandong; per merito delle sue abilità marziali, godeva di una tale reputazione che fu totale garanzia di sicurezza per i commercianti. Nella città di Qing Zhoufu fu attaccato da Wang Dingguo, un pugile del monastero Shaolin, che sconfisse.

Chen Jixia
Chen Jixia apprese la sua arte da Chen Xunru: era particolarmente abile nell’uso di “Zhou” (colpire con il gomito), fu così soprannominato “Shanzhou” (gomito eccellente). Pittore di talento, una mattina, mentre si dedicava alla sua passione, venne attaccato di sorpresa da un pugile ben noto, famoso nella provincia di Henan, che facilmente sconfisse con una proiezione. Chen Jie Chen Jiadi

13ª generazione
Chen Bingqi, Chen Bingwang e Chen Bingren
I tre fratelli erano nella loro epoca i pugili più famosi Chenjiagou. Essi furono soprannominati “i tre eroi”. Faremo una menzione speciale per Chen Bingwang (1748-?) in quanto Maestro di Chen Chanxing.
Chen Gongzhao, Chen Yaozhao, Chen Daxing

14ª generazione
Chen Chanxing (1771-1853)
Il rispetto per la sua abilità e il suo portamento era tale che fu soprannominato Paiwei Dawang (“il gran re che sorge come una stella degli antenati”). Chen Chanxing imparò l’arte di famiglia da Chen Bingwang, suo padre. Teneva le sue lezioni a casa di Chen Dehu, luogo che è ancora possibile visitare in Chenjiagou e in cui vi è una stele eretta in suo onore. La figura di Chen Chanxing è doppiamente importante: in primo luogo, fu apparentemente il primo a diffondere il Taiji Quan al di fuori della famiglia Chen, attraverso la persona di Yang Luchan (la questione merita un capitolo a parte), nativo della provincia di Hebei. Fino ad allora l’arte era stata gelosamente custodita all’interno della famiglia. D’altra parte, a Chen Chanxing è attribuita l’attuale struttura dello stile Chen in due forme, Yi Lu (prima sequenza) e Pao Chui Er Lu (seconda sequenza, pugni di cannone): una sintesi resasi necessaria in quel periodo storico, in quanto poche persone nel villaggio di Chenjiagou conoscevano tutte le forme codificate dal fondatore dello stile. Gli sono attribuiti tre trattati: il Taiji Quan Yong Yao Wu Yan (“Menzione sugli standard per le applicazioni marziali del Taiji Quan”), il Taiji Quan Shi Da Yaolun (“Trattato in dieci punti del Taiji Quan”) e il Taiji Quan Zhan Pian Dou (“Commento al combattimento nel Taiji Quan”). Chen YoubenA Chen Youben è attribuita la codifica della forma del ramo dello stile Chen chiamato Xiaojia (piccola intelaiatura), in opposizione a Dajia (grande intelaiatura) di Chen Chanxing. La definizione corrisponde da un lato alla riduzione del numero di movimenti nella forma, così come all’ampiezza minore degli stessi, che sono eseguiti in maniera più chiusa. Nondimeno, nella sua esecuzione si può notare l’eliminazione dei movimenti più difficili, nonché lo scarso uso dei fa jin (forza esplosiva). A suo tempo, la scuola di Chen Youben era anche chiamata Xinjia (nuova intelaiatura), per distinguerla dalla Laojia (vecchia intelaiatura).
Chen Youheng
Chen Youheng era il fratello di Chen Youben, con il quale si allenava spesso. A circa quarant’anni annegò in un lago, è per questo che i suoi due figli e i suoi studenti passarono ad allenarsi con quest’ultimo.

15ª generazione
Chen Genyun apprese dal padre Chen Chanxing l’arte del Taiji Quan. Chen Genyun fu un rinomato mercenario per la scorta convogli nella provincia dello Shandong. Esiste un aneddoto, che ci dà un’idea della sua favolosa abilità marziale: nella città di Laizhoufu c’era una celebre locanda il cui proprietario, soprannominato Tian Wang Er (secondo re del cielo), era un famoso esperto di arti marziali. Egli aveva al suo comando una forza di oltre trecento criminali, che terrorizzavano la gente del posto. In un’occasione, dopo aver avuto notizia che Chen Genyun avrebbe attraversato il paese, si preparò a misurarsi con lui. Circondato dal padrone di casa e dai suoi scagnozzi, armato solo di un tubo, Chen Genyun, ridendo e scusandosi, sconfisse senza sforzo apparente ciascuno dei suoi nemici.
Per oltre dieci anni, Genyun Chen sviluppò la propria arte nella provincia di Shandong. Dopo la sua morte, a quasi ottant’anni, fu eretta una stele commemorativa in suo onore, in una delle strade carovaniere dello Shandong che tanto aveva contribuito a proteggere.

Chen Qingping (1795–1898)
Chen Qingping fu allievo di Chen Youben e Chen Genyun: collega pertanto i due rami dello stile (Xiaojia e Dajia). Chen Qingping è il fondatore dello stile della Zhaobaojia: Zhaobao è una città vicina a Chenjiagou (dista un paio di chilometri). Per sposarsi Chen Qingping si trasferì presso il villaggio di sua moglie, insegnando lì la sua arte, la cui evoluzione è ora chiamata stile Zhaopao, o Hejian (stile He), in onore di He Zhaoyuan, uno dei suoi studenti più bravi. A Chen Qingping Si deve anche l’origine dello stile Taiji Quan Wu, in quanto il suo creatore Wu Yuxiang fu suo allievo.

Chen Zhongsheng (1809–1871) e Chen Jisheng (1809–1864)
Chen Zhongsheng e Chen Jisheng, entrambi figli di Chen Youheng, dopo la morte del padre, andarono ad allenarsi con loro zio, Chen Youben, e con Chen Genyun. Nell’anno terzo dell’era Xianfeng (1853), al comando delle milizie del villaggio di Chenjiagou, Chen Zhongsheng organizzarò la resistenza contro l’armata dei ribelli Taiping che dilagava nelle campagne del Wenxian, riuscendo a respingerli e uccidendone il comandante. Per le sue doti strategiche e militari venne arruolato come comandante nelle speciali milizie antisommossa. Per la sua abilità, Chen Zhongsheng era soprannominato Shen Shou (mano di dio); rinomata era anche la sua maestria nella lancia Tie Hu Tian Yi Ping Gan Mao. Chen Jixing, Chen Youlun, Chen Hengshan.

16ª generazione
Chen Xin (1849–1929)
Senza dubbio, Chen Xin è uno dei principali teorici della scuola di Taiji Quan Chen. Intelligente e colto, ha lavorato come maestro di scuola. Su richiesta del padre Chen Zhonsheng, riordina i fondamenti teorici dell’arte di famiglia, il cui culmine è stato scritto nel Taiji Quan Chenshi Tushuo (libro illustrato di Taiji Quan). Chen Xin, ridotto il numero di movimenti di prima sequenza a 64, mettendo in corrispondenza simbolica ognuno con i sessantaquattro esagrammi del Yijing (libro dei mutamenti), una delle opere più influenti del pensiero cinese. Il lavoro è stato copiato per un totale di quattro copie. Qualche tempo prima della sua morte, Chen Xin ha dato una delle copie a suo nipote Chen Chunyu, chiedendogli di bruciarla se non fosse stata di qualche utilità.

Chen Yanxi
Chen Yanxi, figlio di Chen Genyun, esercita la professione di medico in medicina tradizionale. È stato istruttore della casa di Yuan Shikai (1859-1916), governatore della provincia dello Shandong.
Chen Yanxi servirà la casa per un periodo di dieci anni, diffondendo la propria arte dalla provincia dello Shandong a quella del Tianjin, accettò alcune sfide senza mai essere sconfitto. Dopo questo periodo tornò a Chenjiagou, per accudire la madre malata. Si concentrò sulla medicina tradizionale, dedicandosi a questa attività fino alla fine dei suoi giorni.
Chen Yao, Chen Miao, Chen Yan, Chen Sen, Chen Yannian

17ª generazione
Chen Fake (1887-1957)
Figlio di Chen Yanxi, Chen Fake fu un uomo leggendario: in lui si univano la virtù della rettitudine e dell’onestà (Wude), unitamente a una tecnica straordinaria, al punto che, ancora oggi, è una figura rinomata nei circoli marziali cinesi. Da bambino, la sua salute era delicata, e apparentemente non mostrava molto interesse per la pratica del Taiji Quan. Tuttavia, egli prese presto coscienza della sua responsabilità come erede della stirpe di suo padre. Si racconta che, con grande tenacia, eseguisse non meno di 30 ripetizioni al giorno della forma e 300 ripetizioni di esercizio del bastone. Già in giovane età la sua fama cominciò a estendersi oltre il distretto di Wen. Si raccontano molti aneddoti sulla sua abilità marziale. In un’occasione, il Signore della Guerra Han Fuju, attratto dalla fama di Chen Fake, voleva assumerlo per il suo esercito personale; offeso per il rifiuto di Chen Fake, Fuju mandò uno dei suoi uomini armato di lancia. Chen Fake neutralizzò facilmente il suo attacco e, afferrando l’arma con una mano, la scosse disarmando il suo avversario. Allora fu attaccato da un altro armato di spada e, con il divieto di usare le mani, lo disarmò usando i piedi. Si racconta di un altro episodio, nel 1928: mentre suo nipote Chen Zhaopi gestiva la farmacia di famiglia a Pechino, c’era una banda locale, guidata dai fratelli Li, che provocava molti disturbi della zona. Sfidato, Chen Fake sconfisse il più forte di loro, ristabilendo l’ordine nel quartiere. Successivamente aprì una scuola nella capitale, dove insegnò fino alla sua morte, nel 1957. Chen Fake è, con Chen Chanxing (Dajia) e Chen Youba (Xiaojia), uno degli innovatori dell’arte, la cui pratica si è evoluta e raffinata. Chen Fake aumentò il numero di movimenti originali, così come la loro difficoltà, enfatizzando le tecniche di Qinna (leve o lussazioni). Il suo sistema fu denominato Xinjia (nuova scuola), per distinguerlo dall’antico sistema in vigore (Laojia), rappresentato soprattutto da parte dei sostenitori di suo nipote Chen Zhaopi.
Tra gli studenti più noti di Chen Fake si distinguono i suoi figli Chen Zaoxu e Chen Zaokui, Feng Zhiqiang, Gu Liuxin, Chen Baoqi, Lei Muni, Tian Xiuchen, Hong Junsheng, Chen Shouli, Kan Guixiang.

Ziming Chen (?-1951)
Figlio di Chen Fuyuan, imparò sotto la cura di suo zio, Chen Xin. Fu membro fondatore di numerose associazioni nella città di Huaiqing e nella provincia di Henan, ed ebbe numerosi studenti. È autore di un libro, pubblicato nel 1932, dal titolo Shichuan Chenshi Taiji Quan Shu (“La trasmissione dell’arte del Taiji Quan della famiglia Chen di generazione in generazione”); curò inoltre la raccolta di vari manoscritti antichi, che pubblicò nella Shichuan Chenshi Quan Xie Huibian (“Raccolta sul pugilato e sulle armi della famiglia Chen di generazione in generazione”). Chen Chunyu Chen, nipote di Chen Xin, fu l’artefice, insieme allo storico Tang Hao e a Chen Ziming, della diffusione del lavoro di suo zio, vendendo i diritti d’autore al direttore provinciale della scuola di arti marziali in Henan, Guan Baiyi, che pagò per loro la somma di 700 Yuan, per poterli pubblicare nel 1933.
Grazie ai diritti della vendita del libro si poterono trovare i fondi per le spese dei funerali: abbero così una tomba Chen Xin, Dengke Chen, Chen Guoying, Songyuan Chen, Chen Shengsan, Xingyuan Chen, Liangke Chen.

 

A.S.D. Hong Method Europa - Presso Palestra Tana dei Dragoni  Tel. 02 8378861
European branch association of the Nanjing Hong Quan Chenshitaijiquan Association